Capitolo Zero
“I am the passenger…” la voce di Iggy esce a tutto volume dalle casse gracchianti di questa Chevy del ‘68 su cui poggio il culo ormai da giorni. “La-la la-la la-la-laaa-laaaaa…”, urla lo Smilzo dal sedile posteriore, sempre stonato e fuori tempo, mentre cerca di rollarsi una canna in modo a dir poco maldestro. Luke muove con decisione la testa avanti e indietro, battendo forte il ritmo sul volante con i palmi delle mani. Sfilo il pacchetto dalla tasca dei jeans e mi accendo una paglia, evitando che il fiammifero raggiunga la solita ciocca di capelli scivolata sul viso, ci mancherebbe anche questa. La statale è pressoché deserta, illuminata soltanto dai fari dell’auto che inseguono le linee disegnate sull’asfalto scuro. Ci siamo lasciati alle spalle la civiltà da parecchio, senza neppure sapere dove diavolo siamo. Conosciamo la destinazione, la nostra meta finale, ma come – e se – la raggiungeremo sarà il viaggio stesso a svelarcelo.
«Oh! Avete visto la tipa in minigonna viola, fuori dal night, che ci guardava?!»
Blatera all’improvviso lo Smilzo, eccitato, leccando la colla della cartina e chiudendola con le dita.
«Natan, che dici, per te ci stava? Aaah, dovevamo fermarci, lo sapevo!»
Un cenno di intesa tra me e Luke, due abbozzati sorrisi.
«Certo. Non fosse che stavamo scappando da un locale in fiamme…»
Lo Smilzo si prende un attimo, nemmeno quattro secondi di silenzio fossero realmente in grado di fargli partorire una sola frase di senso compiuto, quando preannunciano invece il suo tipico mood da paranoico ansioso.
«Minchia… raga, dite che ci hanno incolpato del casino? Ci daranno la caccia e ci sbatteranno in prigione? Penseranno che siamo dei delinquenti?!»
Non gli do corda, non rispondo e continuo a fissare la lingua di strada buia che scorre veloce davanti a noi, sotto gli pneumatici consumati della vecchia Chevy.
A un tratto, delle lucette rosse e bianche compaiono in lontananza. Tento di mettere a fuoco: parrebbe un’auto in panne. Ci avviciniamo fino a raggiungerle. Luke inchioda di colpo. Non posso credere ai miei occhi.
{Da “Vivi Quanto Basta – La storia di tre deficienti, un viaggio e una Chevy” di Natan Tale per la serie di libri “I Singoli” di MR. ©2026 dell’Autore. Il libro è acquistabile a questo link.}
una “sbirciata” al lavoro di Natan
Dalla quarta di copertina:
“I am the passenger…” la voce di Iggy esce a tutto volume dalle casse gracchianti di questa Chevy del ‘68 su cui poggio il culo ormai da giorni. “LA-LA LA-LA LA-LA-LAAA-LAAAAA…”, urla lo Smilzo dal sedile posteriore (…) Luke muove con decisione la testa avanti e indietro, battendo forte il ritmo sul volante (…) La statale è pressoché deserta, illuminata soltanto dai fari dell’auto che inseguono le linee disegnate sull’asfalto scuro. Ci siamo lasciati alle spalle la civiltà da parecchio, senza neppure sapere dove diavolo siamo. Conosciamo la destinazione, la nostra meta finale, ma come – e se – la raggiungeremo sarà il viaggio stesso a svelarcelo.
Romanzo d’esordio – da autore unico – del misterioso Natan Tale che ritorna sulla scena confermando uno stile accattivante e coinvolgente, svelandoci tratti a volte inaspettati della sua scrittura. “Un libro scorrevole,” – scrive Lucia Codato, l’editor di Tale – “dalla vena ironica spiccata, che sa incuriosire e strappare un sorriso giocando con gli eventi strani, e talvolta pessimi, della vita. Esattamente come fa la vita.”
Tre strampalati giovani, del tutto diversi tra loro, uniti da un profondo legame. Una Chevrolet Impala del 1968. Un viaggio deciso all’improvviso che li porterà ad attraversare l’Europa, vivere situazioni tanto improbabili quanto del tutto plausibili, ritrovare amicizie e finalmente cancellare quegli ingombranti fantasmi del passato che segnano e disegnano l’intera avventura.
“Un racconto di una semplicità disarmante” – continua la Codato – “ma dallo spessore non affatto scontato, reso proprio dall’immediatezza con cui viene narrata la vicenda che, da quasi ‘banale’, diventa così credibile ed efficace. Una storia che è il perfetto contenitore dei suoi protagonisti, totalmente incentrata su personaggi e dialoghi, resi in modo sostanzialmente perfetto. Una scrittura pulitissima, veloce, snella e immediata quando necessaria; un’ottima scelta dei tempi e una prima persona trattata egregiamente.”
Una storia da leggere.
La copertina è come sempre realizzata da Anna Lorenzi (Original A19), una garanzia.

Una pubblicazione indipendente di MR, marzo 2026. ©2026 dell’Autore. Cover design: Original A19.
Multae Rosae
Un “esperimento” artistico-editoriale
DI Natan Tale & Laura Altamura
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